La psoriasi è una malattia infiammatoria immunomediata della pelle a decorso cronico-recidivante che coinvolge la cute ed in alcuni casi anche le articolazioni: circa il 30% dei malati di psoriasi soffre infatti di artrite psoriasica. La psoriasi colpisce milioni di persone al mondo ed oltre un milione in Italia, pari al 3,1% della popolazione.
Le lesioni cutanee, caratterizzate da placche eritemato-squamose spesso presenti in aree esposte e pertanto facilmente visibili, influiscono pesantemente sulla qualità della vita del paziente; inoltre, le lesioni articolari, laddove presenti, costituiscono un forte limite allo svolgimento delle attività quotidiane.
E’ possibile distinguere forme lievi, discretamente controllabili con la sola terapia topica, forme moderate e gravi, spesso associate ad un rilevante stato di compromissione generale con un impatto fisico e psicologico per il paziente paragonabile a quello di altre importanti patologie sistemiche, come il diabete o le malattie cardiovascolari. Per questi pazienti, che rappresentano 1/4 circa dei soggetti psoriasici, i trattamenti topici sono inefficaci ed è necessario ricorrere alla fototerapia o alla terapia sistemica.
Le terapie sistemiche tradizionali per la psoriasi, nonché la fototerapia, possono essere associate a lungo termine ad effetti collaterali locali e sistemici che possono pregiudicare la prosecuzione del trattamento.
A partire dagli anni ’90 la ricerca ha messo in luce l’importante ruolo del sistema immunitario nella patogenesi di questa malattia e, riconducendo allo stesso processo il coinvolgimento articolare (psoriasi artropatica), ha posto le basi per lo sviluppo di una terapia biologica mirata.
Il bersaglio di quest'ultima è rappresentato dai linfociti T e dal pattern molecolare che ne regola la funzione, scenario nel quale il tumor necrosis factor-alpha (TNF-alpha) gioca un ruolo chiave.